Molte persone si chiedono come mai a Vigonovo si svolga una marcia dedicata a questo popolo barbaro proveniente da una località corrispondente all'odierna Ungheria Orientale.

Senz'altro il paese ha dei legami con i Sarmati: nelle mappe antiche vediamo che in corrispondenza di Vigonovo esisteva una località denominata Sarmazza, vi era una Pieve denominata Santa Maria di Sarmazza, e oggi ci sono due lunghe vie denominate rispettivamente Via Sarmazza Destra e Via Sarmazza Sinistra.

In pratica vi è stato un periodo in cui i Sarmati si insediarono nei pressi di Padova caratterizzando successivamente i nomi di alcune località.

Ad esempio all'estremo opposto di Padova troviamo Sarmeola che si trova in corrispondenza di una località un tempo denominata Sarmaticula anch'essa legata ai Sarmati.

Vediamo con ordine i fatti:

Nel IV sec. d.C., all'epoca delle prime invasioni barbariche, i Sarmati rappresentavano una minaccia per le deboli frontiere dell'Impero Romano. L'Imperatore Costantino il Grande anziché combatterli astutamente li assoldò al suo servizio perché difendessero l'Italia Settentrionale dalle potenziali invasioni di altri popoli barbari. Si costituirono insediamenti Sarmati nei pressi di varie città del settentrione.

Una di queste era Padova, alla quale furono assegnati mille uomini distribuiti fra due accampamenti uno minore, nei pressi dell'attuale Sarmeola, e uno maggiore, nei pressi dell'attuale Vigonovo.

Questi mercenari, brutti, puzzolenti, incolti, vestiti di pelli, che non si pulivano mai se non per desquamazione e armati di clava (una spada molto corta), venivano relegati alla periferia delle città in maniera che non si mescolassero con i normali cittadini. Essi dovevano ubbidire agli ordini di un'apposita autorità: il "Praefectum Sarmatarum Gentilium".

L'accampamento maggiore, associato a Padova, sorse nei pressi di un Castellaro Romano, una fortezza di importanza strategica per la sua collocazione vicino alla strada "consolare" Annia Altinate, che da Padova raggiungeva la città di Altino e proseguiva poi verso Aquileia e il settentrione.

Tale Castellaro in origine era delimitato da un muro di cinta, sicuramente ampliato durante la Guerra Gotica (anno VI sec. VI)

Dalla fortezza dipartivano anche delle gallerie, i cui resti esistono ancora e si possono individuare nelle cantine di alcune abitazioni.

Oggi, in corrispondenza della fortezza romana, sorge la splendida Villa Sagredo, ricavata nel 1520 dal Castello degli Dalesmanini, il cui giardino, come ogni anno, verrà attraversato dal percorso della Marcia dei Sarmati.

 

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